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    Monitoraggio strutturale

    Corso-monitoraggio-strutturale

    Corso per il monitoraggio strutturale

    Il monitoraggio strutturale dei quadri fessurativi è un metodo d’indagine che permette di avere un quadro generale dell’edificio sotto il profilo dei dissesti. L’ analisi visiva iniziale fornisce una panoramica globale della struttura e successivamente si potrà procedere all’analisi strumentale dei movimenti.  Prendere in esame gli spostamenti permette di risalire a quelle che sono le cause del dissesto e di eventuali crepe presenti, tale da intervenire in modo mirato con misure di ripristino e adeguamento.

    Iscriviti al corso promosso e organizzato da Progetto PSC sui monitoraggi strutturali, sia meccanici sia elettronici, con rilascio di idonea Certificazione. Il percorso formativo è rivolto a tecnici, ingegneri, geometri e studenti.

    Strumentazione utilizzata per eseguire la prova

    • Deformometro in acciaio con meccanica lineare di alta precisione (con adeguate basi di misura) in grado di misurare la distanza tra i punti fissi posti sulla struttura. Il deformometro deve essere munito di trasduttore analogico o digitale con sensibilità 0,001 mm ed avere a corredo barra di taratura a basso coefficiente di dilatazione lineare (acciaio Invar o Rigor) e dima distanziatrice per permettere la precisa posa, a distanza prefissata, dei punti fissi (es.: basette piatte circolari o spinotti forati in acciaio);
    • Set di comparatori (analogici meccanici o elettronici digitali), oppure trasduttori elettronici (potenziometrici o ad induttanza) per la misura degli spostamenti con sensibilità 0,01 mm (almeno 9);
    • Set di inclinometri a livella torica o elettronici (almeno 2);
    • Set di accelerometri o velocimetri (almeno 8);
    • Cablaggi (con cavi coassiali) o sistemi di trasmissione Wi-Fi dei dati;
    • Centralina di acquisizione dati;
    • Software dedicato per il trattamento e l’elaborazione dei segnali.

    Applicazione

    La presenza di un quadro fessurativo in una struttura (più o meno articolato) dà origine, indubbiamente, ad una possibile diminuzione nel tempo dei margini di sicurezza globali o locali dovuti a fenomeni fisiologici o patologici. Quando il quadro fessurativo di una struttura è in evoluzione occorre predisporre apposito monitoraggio con indagini deformometriche dei movimenti attivi e delle rotazioni per delineare l’origine, l’entità e le leggi evolutive del fenomeno, allo scopo di definire il tipo di intervento e di controllarne gli esiti.

    Il monitoraggio dei quadri fessurativi, inteso come la misura degli spostamenti nel tempo di una “crepa”, rappresenta un’area fondamentale nel campo della diagnosi strutturale.

    I monitoraggi di quadri fessurativi possono essere classificati come monitoraggi meccanici e monitoraggi elettronici.

    Nel monitoraggio elettronico il controllo dell’evoluzione dei quadri fessurativi avviene in modo continuo attraverso dei sensori che potremmo classificare appunto come “elettronici” i quali vengono collegati (via cavo, wireless, radio) a sistemi di acquisizione (datalogger) che rilevano e registrano i segnali provenienti dai sensori. Tali valori possono essere consultati in tempo reale da remoto e/o inviati direttamente al tecnico (e-mail/sms) al superamento delle soglie di allarme preimpostate.

    Nel sistema di monitoraggio meccanico (manuale) l’utilizzo di attrezzature per la verifica dell’evoluzione dei quadri fessurativi avviene in sito direttamente dall’operatore.

    Normative di riferimento

    • UNI PdR 56:2019 Certificazione del personale tecnico addetto alle prove non distruttive nel campo dell’ingegneria civile;
    • UNI/TR 11634:2016 Linee guida per il monitoraggio strutturale.

    Ti invitiamo a scaricare il programma del corso o, in alternativa, a iscriverti attraverso la nostra piattaforma in costante aggiornamento, richiedendo a noi le credenziali.

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