Si sono tenute ieri le consultazioni relative al progetto “Casa Italia” a Palazzo Chigi tra il Presidente del Consiglio Matteo Renzi e la RPT, Rete nazionale delle Professioni dell’area Tecnica e Scientifica.

Oltre ai rappresentanti della RPT, per il Governo erano presenti anche il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Claudio De Vincenti e il Rettore del Politecnico di Milano Giovanni Azzone. Nell’occasione la Rete delle Professioni Tecniche ha illustrato al Presidente Renzi e al Governo il suo Piano di prevenzione del rischio sismico.

Il documento scaricabile cliccando il bottone sottostante è, quindi, la sintesi di documenti e studi elaborati in questi anni, sia direttamente dalla Rete che dai singoli Consigli Nazionali e dai loro Centri Studi, in quanto la RPT ha più volte in passato sottolineato l’urgenza di un intervento in questo senso:

Occorre ricordare che la definizione e l’attuazione, in tempi rapidi, di un Piano di prevenzione del rischio sismico delle infrastrutture territoriali non è più procrastinabile, tenendo conto che in Italia ogni anno si verificano numerosi eventi sismici percepiti dalla popolazione.

Il primo passo per muoversi in questa direzione è indicato come:

Nel breve periodo dovrà essere emanato un decreto legge con cui individuare i principi generali per realizzare un’attività di monitoraggio che definisca i diversi livelli di vulnerabilità degli edifici, con riferimento a tutte le pericolosità, consentendo una modulazione dell’intensità degli interventi di prevenzione e di risanamento, anche attraverso l’utilizzo e la ricerca di nuovi materiali.

L’RPT ritiene che l’intero percorso di messa in sicurezza degli edifici potrebbe avere un orizzonte temporale di circa 20/30 anni, per un costo stimato non inferiore a 100 miliardi di euro. La pianificazione logistica dovrebbe rifarsi a un principio di sussidiarietà tra Tecnici e Pubblica Amministrazione:

In questa prospettiva, va considerata la necessità che i professionisti, competenti e adeguatamente formati, operino secondo un principio di sussidiarietà rispetto alla Pubblica Amministrazione che, da sola, non sarebbe in grado di portare a compimento un programma così complesso, eppure così necessario.

Alla luce di quanto detto, il presente documento propone alcuni indirizzi operativi/metodologici per la definizione di un Piano di prevenzione dal rischio sismico. A proposito del Piano Zambrano afferma:

E’ importante che quest’ultimo non rimanga solo sulla carta ma che si passi al più presto ad una fase operativa, anche attraverso la semplificazione normativa, la definizione delle priorità nella messa in sicurezza, la previsione di incentivi per i cittadini interessati.

I 3 Step operativi individuati nella proposta:
  1. Realizzazione di un’attività di monitoraggio – utilizzando criteri standard di valutazione – del livello di vulnerabilità di ciascun edificio rientrante nel patrimonio edilizio, che si basi sullo sviluppo della conoscenza attuabile anche in fasi successive; ad esempio: conoscenza visiva, conoscenza documentale, lettura delle caratteristiche della costruzione, con la opportuna valutazione delle condizioni geologiche e degli aspetti strutturali e geotecnici; conoscenza attraverso indagini più o meno invasive;
  2. L’elaborazione, per ciascun edificio, pubblico e privato di un Fascicolo del fabbricato, entro 24 mesi dalla emanazione di uno specifico decreto legislativo attuativo. Il fascicolo del fabbricato permetterà di facilitare la conoscenza dello stato di sicurezza di ogni singolo edificio, avviando un percorso virtuoso che dovrà portare ogni italiano ad avere una casa sicura.;
  3. L’introduzione, con apposito decreto legislativo attuativo, di una certificazione sismica obbligatoria a cura di un tecnico abilitato, da attuarsi inizialmente nelle compravendite e negli affitti e a corredo delle nuove costruzioni e, successivamente, da estendere a tutti gli immobili, pubblici e privati, entro tempi certi.

Sarà poi fondamentale la formazione dei Tecnici che lavoreranno in questo contesto di messa in sicurezza del patrimonio edilizio Italiano.

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