Questa settimana vi racconto della lettura del quadro conservativo di un edificio storico, in particolare della verifica dello stato reale di degrado di un solaio al fine della definizione di eventuali interventi di adeguata messa in sicurezza.

Sul campo oggi io e l’Ing.Andrea Timpani.

Il committente, rilevando una fessura uniforme nelle dimensioni, caratterizzata da un allontanamento reciproco, con traslazione uniforme, dei lembi della fessura, ha richiesto un approfondimento dello stato di degrado del solaio di un appartamento al penultimo piano di una palazzina storica costruita nel 1910 e sita a Modena.

L’indagine è stata richiesta per un solo locale dell’appartamento, il ché è già di per sé estremamente limitativo.

Arrivate sul posto, dopo un primo rilievo visivo, abbiamo subito utilizzato la termocamera a infrarossi per individuare l’orditura del solaio avente interasse di circa 50 cm tra un travetto e l’altro.

La prima affermazione di Andrea è stata relativa alle travi:

“La luce e troppo grande per travi in cemento, potrebbero essere travi in acciaio”

Il buon committente ha denigrato la tesi, ma non sapeva che, con un velo di sana modestia, abbiamo visto e catalogato davvero tantissime tipologie di solaio nelle nostre esperienze d’indagine negli edifici scolastici e strategici.

“Comunque tra poco lo scopriremo” ha poi aggiunto Andrea.

Con la termocamera andiamo a localizzare i punti ottimali in cui perforare con un trapano (punta di Ø12 mm) con lo scopo di eseguire due endoscopie: una  per ricostruire la stratigrafia del solaio e un’altra eventuale per definire la tipologia del travetto utilizzato nella costruzione.

L’inserimento della sonda nel primo foro ha consentito di misurare la geometria del laterizio, che risulta avere due cavità per un’altezza totale di 15 cm.

 

Ecco uno scatto restituito dall’endoscopio che mostra le due cavità individuate:

Una seconda perforazione sotto al travetto ha permesso poi di constatarne il materiale: era proprio acciaio!

 

Il terzo step ha visto l’applicazione della strumentazione per la battitura sonica.

La battitura con la strumentazione dedicata ha restituito le frequenze di:

– 800 hz nella zona “sana” di riferimento”

– 378 hz nella zona contigua alla fessurazione più evidente

– frequenze tra 300hz e 800hz in altre zone dove sono in atto altre fessurazioni meno evidenti ma comunque indice di un principio di degrado.

La conclusione del protocollo di verifica messo in evidenza la presenza di un chiaro fenomeno di sfondellamento in atto, soprattutto nella zona dalla quale è partita l’indagine ma anche in altre porzioni del solaio del locale indagato.

E’  stato quindi consigliato al committente di mettere immediatamente in sicurezza, attraverso una rete metallica o un pannello fibrorinfrozato l’intera area della stanza indagata.

I fenomeni rilevati hanno comunque posto in essere l’esistenza di una problematica maggiore, legata al cedimento del solaio al piano superiore probabilmente dovuta a un eccesso di carico: a sostegno di questa ipotesi anche la presenza di fessurazioni ad arco nelle pareti murarie.

E’ stata quindi suggerita una verifica più approfondita dell’intero piano e del piano superiore, data anche la vetustà dell’edificio in quanto sembrano essere necessari interventi di consolidamento strutturale per l’orizzontamento oggetto d’indagine.

Sabina (Semplice assistente al Tecnico Certificato)

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