ESTRAZIONE DI CAMPIONI DI CALCESTRUZZO

Il metodo

Prelievo di campioni di calcestruzzo in situ secondo indicazioni normative da sottoporre a test di laboratorio.

Normativa di riferimento

La norma EN 12504-1:2002 fornisce indicazioni circa il prelievo, l’esame e la prova di compressione di carote prelevate dalle strutture. La resistenza misurata sulle carote è influenzata, oltre che dai fattori che modificano la resistenza in opera rispetto a quella dei campioni standard, da altri fattori, connessi con la tecnica di prelievo dei campioni.

Per le procedure di prelievo ed estrazione di campioni attraverso carotaggio del calcestruzzo indurito e le successive modalità di prova a compressione si può far riferimento alle norme UNI EN 12504-1 «prelievo sul calcestruzzo nelle strutture – Carote – prelievo, esame e prova a compressione» , UNI EN 12390-1 «Prova sul calcestruzzo indurito – Forma, dimensioni ed altri requisiti per provini e per casseforme», UNI EN 12390-3 «Prova sul calcestruzzo indurito – Resistenza alla compressione dei provini» ed alle «Linee guida per la messa in opera del calcestruzzo strutturale e per la valutazione delle caratteristiche meccaniche del calcestruzzo indurito mediante prove non distruttive» emanate dal Servizio Tecnico Contrale del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici.

Strumentazione utilizzata per eseguire la prova

  • Carotatrice
  • Staffa di supporto
  • Punta diamantata
  • Pompa per l'acqua

Applicazione:

Il metodo è una prova diretta di resistenza su campioni prelevati dagli elementi strutturali. E' considerata una prova distruttiva. consiste nel prelevare campioni (carote) dalle strutture finite, per mezzo di apposite attrezzature dotate di mole a corona diamantata.

Sulle carote si possono effettuare, in analogia alle prove sui campioni prelevati dai getti, prove di compressione, prove di trazione indiretta, prove per la determinazione del modulo elasticoprove chimiche.

La zona in cui effettuare il carotaggio deve essere scelta in modo tale da non alterare la capacità portante dell’elemento strutturale. Se il diametro delle carote è inferiore a 3 volte il diametro massimo dell’inerte, allora le carote sono dette “microcarote”. In questo caso per ottenere risultati affidabili è necessario effettuare le prove su un numero maggiore di campioni.

La prova di carotaggio consiste quindi nell'estrazione da strutture in calcestruzzo armato e non di campioni rappresentativi del relativo conglomerato, sui quali sia possibile eseguire, previa preparazione dei provini, prove di compressione.

Ma per valutare lo stato di alterazione del calcestruzzo in opera di attuano anche prove colorimetriche che consentono di stimare lo stato di degrado del PH del calcestruzzo in situ.

Il principale fra i processi chimici che interessano le alterazioni del calcestruzzo è la "carbonatazione".    

In loco, per la determinazione del PH dei calcestruzzi si può usare un metodo piuttosto semplice, che permette l'esame di vaste superfici, come il metodo colorimetrico mediante la fenolftaleina.

Una soluzione di fenolftaleina al 1% in soluzione con alcole etilico vira al rosso quando il PH è superiore al valore di 9,8 e rimane incolore se il PH è inferiore. Quindi spruzzando tale soluzione su una superficie precedentemente lavata con acqua distillata si rileva facilmente se il calcestruzzo si tinge di rosso denotando quindi un valore alto di PH conseguenza di una buona protezione all’attacco ossidante delle armature.

FORMAZIONE

Il Carotaggio e la prova colorimetrica su campioni di CLS prelevati sono metodi che non prevedono il rilascio di una certificazione specifica. Sono inseriti nel percorso di formazione delle indagini su CLS in quanto sono fondamentali per la conoscenza meccanica del CLS, in quanto forniscono i dati necessari (secondo quanto indicato anche dalle NTC) per la correlazione dei risultati delle prove non distruttive come la tecnica SONREB.

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PROVE SUL CAMPO

I carotaggi sono prove strutturali molto importanti per la determinazione della resistenza del Calcestruzzo e per la definizione del rischio sismico di un edificio esistente. Le Norme Tecniche definiscono nel dettaglio, in base al livello di conoscenza che si vuole raggiungere, il numero di prelievi da effettuare per poter descrivere il materiale e la struttura indagata.

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